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  • Nemanja

Giovanni Falcone – L’Italia 20 anni dopo

Quando sono venuto in Italia, non sapevo chi fosse Giovanni Falcone. Dopo, studiando la lingua e il contesto globale in cui ora vivo, il nome di questo grande uomo non poteva rimanere sconosciuto. Anno 2012, venti anni dopo Falcone – dove è l'Italia, un paese di cui ho imparato tanto e in cui il destino mi ha portato?

Che cosa possiamo dire brevemente del giudice Falcone? Giovanni Falcone è nato nel 1939 a Palermo. E' cresciuto nella classe media di Palermo, dove ha incontrato già durante l'infanzia alcuni contro i quali ha poi combattuto durante la sua vita professionale. Anche se questa storia sembra un poco patetica, piena delle coincidenze che si possono vedere nei film americani superficiali, ogni storia ha almeno una parte di inspirazione nella realtà. E' vero che nella stesso parte di Palermo è anche cresciuto Paolo Borsellino, suo collega, giudice e fiero oppositore della mafia siciliana. E' stato ucciso solo due mesi dopo Falcone. 

Falcone ha studiato giurisprudenza a Palermo, dove si e laureato nel 1961. Nel 1964, ha iniziato la sua carriera professionale e fino al 1978 ha lavorato come procuratore al Tribunale di Trapani. Nel 1978 si è trasferito nuovamente a Palermo, dove ha iniziato la sua carriera eroica, tragicamente finita il 23 Maggio 1992.

Sono passati 20 anni da quando Falcone è morto. Palermo – molti eventi previsti per la ricorrenza. Il Presidente Giorgio Napolitano e il Primo Ministro Mario Monti sono venuti insieme per onorare un grande figlio italiano. La pioggia che non ho visto per tanto tempo. Il traffico confuso, sebbene questo non sia una novità per Palermo. Il cielo sembra come piangere. Piange per Falcone oppure piange per l'Italia 20 anni dopo? Non voglio speculare su come doveva aparire la vita a quell’uomo che ha sacrificato la propria libertà di movimento in nome della libertà e della giustizia per il suo Paese e per il suo popolo. Non voglio fare una retrospettiva della storia italiana. Tuttavia, l’atmosfera completa mi ha ricordato alcuni momenti relativamente nuovi.


Non lo so perchè questo evento mi ricorda anche la tragedia accaduta nel 1985 a Trapani, dove sono stati uccisi una madre innocente e due figli. La bomba è stata un atto della mafia ed ha ucciso tre esseri totalmente innocenti.[1]Questo significa che un terrore della mafia abbiamo visto quasi 30 anni fa. Un terrore della mafia anche abbiamo visto 20 anni fa con l’essempio di Falcone e Borsellino. Purtropo, le cose simile possiamo vedere anche oggi!





Vorrei ricordare l'artista Antonio Manfredi, che ha chiesto asilo politico in Germania, scrivendo una lettera direttamente al Cancelliere Angela Merkel.[2] Nella lettera si afferma che lui non vuole sopportare le pressioni e le minacce della mafia locale, vedendo un governo che non ha capacità di proteggere i tesori culturali dell'Italia. Antonio Manfredi vive vicino Napoli e ha il suo proprio museo. Non si dovrebbe dimenticare che lui, come artista, ha una carriera riconosciuta a livello internazionale.

Non dobbiamo dimenticare che tutto questo è solo parte della nostra realtà quotidiana, senza considerare alcune situazioni simili come il caso di Lega Nord, per esempio. 

Si potrebbe chiedere chi ha il diritto di parlare di questi temi. Però, la mia domanda è chi potrebbe essere la prossima vittima della mafia? Tu? Io? Ognuno di noi? Per questo motivo, tutti noi abbiamo la stessa responsabilità e lo stesso diritto di parlarne. Soprattutto, abbiamo la responsabilità perchè dobbiamo rispettare il lavoro del giudice Falcone. A che scopo ha sacrificato la sua vita, se tutto è rimasto più o meno simile? D’altra parte, tutti abbiamo il diritto di esprimerci, perchè - anche se questo Paese appartiene al popolo italiano - tutti noi che siamo venuti qui, cercando la nostra felicità, dobiamo parlare contro un male evidente. Dobbiamo farlo non solo per rispetto, ma per oblighi morali verso il Paese che i vostri padri hanno fondato.

Nemanja D. Milinovic



[2]http://www.repubblica.it/cronaca/2011/02/01/news/casoria_il_museo_assediato_da_gomorra_ora_chiede_asilo_ad_angela_merkel-11923365/?ref=HREC1-6

 

  •  Sandra

Quando si parla dell'isola italiana di Sicilia, la prima cosa che viene in mente alla gente è "MAFIA". Tutti sanno più o meno di cosa si tratta. Ma a proposito di questo argomento c'è qualcosa di più importante nel sud Italia: la LOTTA contro la mafia

Ma di questo quasi nessuno sa dire nulla. O forse sai chi era Giovanni Falcone? Vedete ... anche io non lo sapevo all'inizio, ma poi è arrivato il 23 maggio 2012. Così ho ricercato sul Web alcune informazioni su questo argomento sempre attuale.

Giovanni Falcone è stato un giurista italiano che ha lottato contro Cosa Nostra. É nato il 18 maggio 1939 a Palermo ed è cresciuto in un quartiere della città che può essere descritto come un ambiente di mafia.

Dato che la mafia in questo tempo era un'organizzazione segreta e la cultura dell’omertà" (non ho visto niente, non ho sentito niente, non so nulla) è stata mantenuta a lungo, prima non c'era davvero nulla di conosciuto sulla struttura interna della mafia. Ma Giovanni Falcone ha avuto successo: nel 1984 è stato infatti in grado di convincere il boss mafioso Tommaso Buscetta a infrangere la legge dell'omertà e collaborare come testimone principale. Le dichiarazioni Buscetta si sono rivelate di grande valore ed hanno portato all’arresto di molti mafiosi. Dal febbraio 1986 ha condotto come magistrato  un processo di massa contro circa 400 membri della mafia, durato poi 22 mesi.

Falcone è diventato così un simbolo della lotta contro la criminalità organizzata ed ha guadagnato grande popolarità soprattutto in Sicilia.

Il 23 maggio 1992 il giudice con la moglie e tre guardie del corpo sono stati assassinati. Erano sulla strada che dall'aeroporto li avrebbe portati nella loro casa a Palermo per trascorrere il weekend. Gli assassini hanno depositato 500 kg di esplosivi detonanti sotto l'autostrada e li hanno fatti esplodere con un telecomando. Giovanni Falcone è oggi sepolto nella cappella di famiglia nel cimitero monumentale di Sant’Orsola a Palermo, mentre il capo di Cosa Nostra Giovanni Brusca, accusato di questo attentato, è stato arrestato nel 1996. Secondo le sue testimonianze, l'assassinio è stato commissionato dal "boss dei boss" Salvatore Riina, detto "Toto". Anche  Totò Riina è stato arrestato nel 1990 e in seguito a questi arresti è cambiata anche la strategia della mafia: sono stati evitati gli omicidi brutali e le sparatorie per le strade, mentre la mafia ha spostato i suoi interessi verso il settore degli appalti pubblici, del denaro falso e sullo spaccio di droga.

É importante sottolineare anche che oggi l'isola è una delle destinazioni più sicure del mondo. Il 23 maggio 2012 è stato il 20 ° anniversario della strage in cui il Giudice Falcone è stato assassinato. I volontari  del Servizio Volontario Europeo, impiegati presso l’Associazione Ares onlus di Trapani, sono andati a Palermo per testimoniare la loro vicinanza al popolo siciliano e rendere omaggio a questo


Uomo così importante nella storia.

Quando siamo partiti in autobus da Trapani a Palermo la mattina del il 23 maggio 2012 pioveva già. Sembrava che il cielo stesse piangendo per Giovanni Falcone, l’oppositore alla mafia più famoso della Sicilia.

Qualche giorno prima avevo raccolto le informazioni sulla sua vita e la mafia. Volevo essere preparata. Tuttavia ho sentito una leggera eccitazione perché quella era una giornata di manifestazioni contro la criminalità organizzata. Quando siamo passati per l'aeroporto di Palermo "Falcone e Borsellino" ho capito che mi trovavo sul percorso che Giovanni Falcone aveva fatto il 23 maggio 1992; poco dopo questo tratto, giunto quasi a Palermo, ha incontrato la sua fine per via di una quantità enorme di esplosivi. In qualsiasi altro giorno questo percorso non mi avrebbe colpita, ma in questo ventesimo anniversario piovoso ho avuto una strana sensazione.

Quando siamo arrivati davanti al paese di Capaci all'improvviso abbiamo visto due colonne di granito di grandi dimensioni che commemorano l'avvenimento di 20 anni fa. Mi è sembrato strano che non avessi notato questo monumento prima.

Appena siamo arrivati al centro di Palermo, sono stata catturata dal fatto che c’erano molte auto della polizia e tanta attenzione per la sicurezza. Dopo tutto stavano arrivando il Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, il Primo Ministro Mario Monti e il procuratore Anti-mafia. Ma quando scendiamo alla fermata Politeama, uno dei teatri di Palermo, non c'era nulla  che annunciasse un giorno speciale. Quando abbiamo chiesto presso l'ufficio turistico ci hanno indicato il porto, dove ci sarebbe stata una celebrazione, il Tribunale e il Teatro Massimo, un luogo popolare per le manifestazioni di massa.

Abbiamo visto alcuni giovani, probabilmente studenti, che avevano magliette con scritte in memoria del Giudice e alcuni manifesti che loro stessi avevano preparato.
 Eravamo bagnati, infreddoliti e un po’ delusi per aver in qualche modo perso tutto e così ci siamo avviati sulla via del ritorno. Quando di nuovo siamo passati in bus dai pilastri sull’autostrada, abbiamo incontrato una serie maggiore di persone e la polizia.

Dopo una persona ha detto ha me che l’autostrada è stata bloccata per ore! C’è stata una grande manifestazione anche lì e la gente è stata costretta a fare molti km in più.

Ritornata a casa ho visto su internet che per onorare il Giudice Falcone erano arrivate a Palermo tante persone e soprattutto due navi che provenivano da Civitavecchia e da Napoli. A bordo c'erano 250 studenti di diverse scuola italiana che hanno appeso sulla nave delle enormi foto del giudice Giovanni Falcone e del suo collega Paolo Borsellino – anch’egli ucciso dalla mafia - e moltissimi manifesti che avevano preparato per ricordare questi grandi uomini.

Sono rimasta molto sorpresa che questo giorno è stato utilizzato anche per manifestazioni contro il Primo Ministro Mario Monti. In serata c'era una partita di calcio nello stadio di Palermo.
La partita è iniziata alle 20.30, era pubblico e la squadra "Nazionale Italiana Magistrati" gareggiato contro la "Nazionale Italiana Cantanti".

Sulla via del ritorno a Trapani mi sono ricordato una citazione del famoso autore Roberto Saviano: "La mafia non è un problema in Italia, ma del mondo." E in qualche modo era strano che non smetteva di piovere tutto il giorno. Forse il cielo stava veramente piangendo ...

Sandra Scheel