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LOCANDINA 1

 

locandina corso per buttafuori

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Dopo un periodo difficile che ho sopravissuto, lavorando pubblicamente la professione di cui ero educato, ho deciso che qualcosa dovevo cambiare. Ho capito che l’attivismo pubblico ha il suo fascino (particolarmente per un esibizionista come sono io), che è una sensazione armoniosa quando gli altri ci riconoscono. Tuttavia, ho capito che io non ero felice cosi, e d’altra parte ho voluto provare qualcosa di diverso. Questo pensiero mi ha portato a cercare il campo. Non sapevo che tematica mi interessasse. L’unica cosa che sapevo era che volevo andare in Italia a Febbraio.

Così, nel database ho trovato un paesino tra Milano e Bergamo. Era scritto che si lavorava 6 ore circa al giorno e che i volontari dovevano andare ogni giorno in un paese vicino per tagliare la canna, creando le condizioni adeguate per lo sviluppo di specifici tipi di orhidee. Tagliare della canna, zone fredde e umide del Nord Italia e una laurea in tasca... ''OK, perchè no? Posso provare comunque a presentare la domanda per questo progetto. Probabilmente, non mi sceglieranno'', ho pensato. Comunque, dopo poco tempo l'associazione Giovani Ricercatori della Serbia mi ha informato che la mia domanda era stata accettata e che avrei dovuto essere pronto per partire entro due settimane. ''Uffa, no'' - di nuovo stavo pensando - ''Come farò ad andare in pieno inverno ''all’аgghiaccio'' italiano per tagliare della canna?!''

Anche se io ho pensato davvero fino all'ultimo momento, ho deciso e ho comprato il biglietto per il bus, con cui sono andato a Milano. In alcuni momenti avrei voluto che la polizia della frontiera croata oppure slovena, mi avvissase di tornare in Serbia. Tuttavia, l’incontro con Milano erà più vicino. Anche se in Serbia tutto è in ritardo, solo il mio bus ha deciso di venire a Milano due ore più presto! Per me questo ha significato due ore di attesa nella fredda stazione di Milano. Però, ho sopravvisuto anche a questa avventura, arrivando alla mia destinazione dopo circa 24 ore di viaggio. Penso che solo una ragazza del Canada ha viaggiato più a lungo di me... 

La mia esperienza dimostra che la teoria e la pratica sono diversi anche nel mondo, non solo in Serbia. Nel nostro programma c’era scritto che dovevamo lavorare 6 ore al giorno, però abbiamo lavorato approssivamente 4 o 5 ore. Quando c’era pioggia, abbiamo lavorato ancor meno. Simone, il capo del programma, in pratica era più di un capo. Lui non ci ha costretto a lavorare e ogni giorno dopo il lavoro, siamo stati in diversi parti della Lombardia, godendo dei paesaggi che anche le foto non possono descrivere completamente.  

Questo edonismo sano è un’altra somiglianza tra il mio popolo e gli italiani. A noi è necessario cosi poco per essere felici - un po' di lavoro, un po' di vino, un po' di viaggi e molti amici. Dopo tutto, che cosa di più è necessario in giovinezza?

I primi giorni mi sono passati lentamente, già dal quarto giorno avrei voluto partecipare a questo campo anche per più di due settimane. Anche se non amavo l'attivita che ho svolto in Italia, ogni giorno ricordo gli amici che ho incontrato là. Penso che in modo particolare ricorderò l'ultimo giorno lavorativo, quando ho avuto il compito di tagliare i rami arcuati su un ponte di legno. Il ponte era allocato su un campo pieno di fiori, in fronte al quale erano le montagne innevate. Intorno alle 15:30 il sole ha preso una posizione, cosi che l'immagine di fronte a noi, mi ha ricordato delle scene di ricami vecchi che quasi non esistono più.   

L'ultimo giorno siamo andati insieme a Milano. Il momento di salutarci a Milano è stato forse il più difficile. Abbiamo camminato un po', poi abbiamo bevuto un espresso, cercando di estendere il tempo rimanente. Comunque, le separazioni sono una cosa inevitabile della vita; senza cui la vita non sarebbe stata la vita. Però, io non volevo che questa separazione sarebbe stata la fine. Al contrario, per me questa separazione era l’inizio di un’avventura nuova - l'avventura che sto ancora vivendo.    

Se non mi credete che tutto era davvero meraviglioso, potete chiedermi dove sono ora. Per questo vi rispondo che ho presentato la domanda per un progetto a lungo termine di volontariato e attualmente vivo in Sicilia. La mia avventura non era finita a Milano. Invece, là era nata. Essa mi ha ricordato perche ho sempre amato questo paese e questo popolo. Essa mi ha ricordato che, nonostante tutto, ho sopravvissuto al passato recente, ho ancora la forza di scrivere. Essa mi ha ricordato che ogni giorno nuovo è un’opportunita unica per iniziare un sogno nuovo. Questo è un sogno che vivo ogni giorno con questo popolo, imparando la loro lingua e la loro cultura, ascoltando le loro canzoni, lavorando con la loro giovinezza e pregando nelle loro chiese. Quella era la mia motivazione e il mio scopo. Ho rischiato, ho avuto la paura e il dubbio, però senza di questi non avrei saputo mai che cosa la vita ha da offrire.

Questa esperienza mi ha insegnato che ognuno può cambiare il suo corso di vita, se non è soddisfatto. Ogni persona è padrone della sua vita. L'unica domanda è se abbastanza ci crediamo. La mia decisione era la decisione istintiva, presa con il cuore. Tuttavia, quelle decisioni a volte, in contrasto totale con la realtà e con la ragione, alla fine sono migliori. Per questo motivo, si deve rischiare, si deve provare, si deve permettere alla vita di stupirci, perche a volte ci tanto manca poco per la felicità completa.

Nemanja D. Milinovic